Valpolicella Superiore Ripasso 2022
La cantina Antolini è situata nel cuore della Valpolicella, dal 1992 è condotta dai fratelli Pier Paolo e Stefano Antolini. I fratelli Antolini, fin dall’inizio hanno deciso di lavorare nel rispetto dell’ambiente, riducendo al minimo i prodotti antiparassitari e nel rispetto della tradizione valorizzando al massimo i vitigni autoctoni.
Questo Ripasso è ottenuto da uve selezionate e vendemmiate manualmente, la vinificazione procede secondo la tecnica del ripasso sulle vinacce delle uve appassite di Amarone e Recioto. La maturazione avviene in botti di rovere per 12 mesi ed in bottiglia per 3/6 mesi.
Questo vino si ottiene dalle uve Corvina, Corvinone e Rondinella raccolte nel mese di Ottobre, con vendemmia esclusivamente manuale e selezione dei grappoli, nei vigneti di proprietà situati nella Valpolicella Classica, nei comuni di Marano di Valpolicella, San Pietro in Cariano e Negrar, a un’altitudine compresa tra i 150 e i 350 metri s.l.m.
Ogni anno vengono prodotte 18000/20000 bottiglie di Valpolicella Ripasso, vendute nella bottiglia borgognotta da 750 ml chiusa con tappo in sughero naturale.
Il Valpolicella Ripasso ha un colore rosso rubino, limpido e vivace, un profumo intenso e complesso con inizio olfattivo di piccoli frutti rossi, tra cui spiccano lampone, ciliegia, marasca, che si evolve in note speziate, dolci di vaniglia e intense di chiodi di garofano. Il suo sapore è fresco, con una buona sapidità e un bel tannino che avvolge il palato con morbidezza e calore. Ha una bella prestanza in bocca e un piacevole finale asciutto. Si suggerisce di servirlo alla temperatura di 18° C, di gustarlo con primi piatti dai condimenti corposi, carni rosse e formaggi non troppo stagionati ma di provare ad abbinarlo alla lasagna alla bolognese.


Roberto –
ho assaggiato casualmente il ripasso di Antolini e mi è piaciuto il sapore e profumo, sicuramente per mio gusto personale superiore addirittura all’amarone di un produttore noto e molto costoso. A volte il prezzo non fa qualità tant’è che non comprerò più l’amarone a 38 euro che sa solo di alcool.